Il primo ministro Italiano decide di non prendere l’aereo e salvarsi, per rimanere in Piazza San Pietro a pregare insieme alla popolazione: è proprio un film di fantascienza! Tutta la sala scoppia a ridere….
Sì, gli americani quando ci si mettono le sparano proprio grosse, è questo 2012 ne è la prova: due ore e mezza di catastrofi senza fine, scene difficili persino ad immaginarsele ed effetti speciali che spremono ogni centesimo del costo del biglietto. Da questo punto di vista, è proprio la fine del mondo. Peccato che Emmerich non impari dai propri errori, anzi ci si butta a capofitto, dandogli comunque atto di essere riuscito a coprire due ore e mezza di pellicola senza un briciolo di trama. Sono molteplici i punti su cui avrebbero potuto giocare gli sceneggiatori, e invece niente di tutto questo, persino la famosa profezia maya viene appena accennata.
In sostanza, 2012 è una montagna russa che sul momento emoziona, ma finita la “corsa” non lascia niente.
Uomini primitivi, antichi romani, personaggi biblici e quant’altro. Il “melting pot” di partenza è interessante, e la presenza di Jack Black una garanzia. Purtroppo la qualità del “demenziale” e delle gags nel corso del film risulta un po’ altalenante, ma il nostro eroe, accompagnato da un’ottima spalla, risulta comunque irresistibile ed il film, pur non essendo certo un capolavoro, fa portare a casa dello spettatore risate e buon umore.
John Dillinger (Johnny Depp) è un fuorilegge che rapina banche ed estingue i debiti degli americani impoveriti dalla Grande Depressione. Le sue numerose rapine e le temerarie fughe dal carcere creano imbarazzo e sconforto nelle istituzioni.
John Dillinger rappresenta il crimine attraverso un’immagine sentimentale e leale del gangster, che lo rende un mito popolare e lo fa passare dalla parte dei “buoni”, mentre Melvin Purvis (Christian Bale) rappresenta la legge, ma trasforma la caccia ai criminali in un massacro di esecuzioni, che lo porta a passare dalla parte dei “cattivi”.
Melvin Purvis è così ossessionato da Dillinger che il riuscire a catturarlo (o ancora meglio ucciderlo) diventa una questione personale.
Nel film è molto bella la sequenza in cui Dillinger entra nell’ufficio della squadra speciale dell’Fbi incaricata di catturarlo e “rivive” la sua storia di criminale come se fosse uno spettatore esterno, e nessuno dei poliziotti si accorge che è proprio lui il criminale a cui danno la caccia!
Il regista Michael Mann si è ispirato al romanzo criminale “Nemico pubblico” di Bryan Burrough, ma la storia si era già vista sul grande schermo e con il film di Mann non si ha una nuova interpretazione della vicenda, ma più che altro una descrizione degli avvenimenti.
Il film Michael Jackson’s This Is It è di fatto un “dietro le quinte”, simile a quelli presenti nei dvd, molto ben fatto che cerca di ricreare la scaletta dell’ultimo concerto che si sarebbe dovuto tenere la scorsa estate. Ma non è certo questo l’elemento rilevante del film.
Quello che impressiona, oltre alla maestosità che lo spettacolo avrebbe dovuto avere, è ancora una volta la grandezza di un’artista di fronte al quale, piaccia o non piaccia, non si può fare altro che togliersi tanto di cappello e restare a guardare con la mano sulla bocca. Un’artista che mette in scena uno spettacolo “totale”, che nonostante i limiti dell’età (e della salute) mette in campo una professionalità, una grinta e una passione invidiabili. Dalle immagini delle prove dello spettacolo, emerge sopra ogni altra cosa la cura quasi ossesiva per i particolari e per la perfezione che deve avere ogni singolo aspetto del progetto. Resta grande rammarico per lo spettacolo che non potremo mai vedere e per quanto, a dispetto dei detrattori, Micheal avrebbe potuto ancora dare.
Se siete disposti ad accogliere in modo critico più di una provocazione e qualche scena disgustosa, potreste trovare intelligente oltre che divertente il nuovo film di Sacha Baron Cohen. Lo so, denominare “intelligente” un film ostetatamente demenziale può sembrare un controsenso, ma sotto la scorza pesantemente dissacrante, il film riesce a compiere un’operazione non banale, mettendo a nudo (letteralmente….) in modo disarmante usi, costumi, mentalità e pregiudizi della società americana e non solo, proprio come già successo in Borat.
Avevo letto critiche negative ultimamente su alcuni siti internet riguardo l’ultimo film di Rob Zombie. Il seguito del remake dell’ormai celebre film del 1978 di John Carpenter è stato catalogato da alcuni recensori come la prova più fallimentare del regista americano, e non poteva che suscitare in me ancor maggiore curiosità verso questa pellicola, essendo io estimatore delle produzioni di Zombie.
Come potrete immaginare mi trovo discorde con questi pareri, a mio avviso azzardati, e anzi trovo nel film ottimi elementi evolutivi rispetto al prequel. Un film morboso e visionario, soprattutto nella parte iniziale e finale, che inchioda lo spettatore per tutta la durata del film. Dose ancor più massiccia di splatter, il tutto contornato da un’atmosfera claustrofobica, effetto reso ancora meglio da una regia impeccabile (l’uso delle telecamere instabili aumenta la sensazione di terrore che provano i protagonisti).
Come detto rispetto a tutti i precedenti Halloween, compreso il “the beginning” di Zombie, troviamo anche una componente visionaria: per tutto il film le scene di violenza sono accompagnate da focus introspettivi, dove emerge la psiche deviata dell’assassino. Oserei quasi dire che la genialità del film deriva proprio dall’accostamento del classico slasher con qualcosa di più sprituale. Rispetto al primo Halloween che al 50% si attiene al copione di Carpenter, qui troviamo un completo stravolgimento della storia rispetto all’ Halloween 2 (il signore della morte) dello storico regista, e quindi aspettatevi grosse incoerenze con la storia originale di Michael Myers.
Per quanto mi riguarda Rob Zombie è riuscito a migliorare un classico e, chiamatemi eretico, è riuscito a tirare fuori ciò che c’era di meglio nei film di Carpenter, compito assai difficile. Un mix ottimale di storia, regia , effetti speciali e allucinazioni.
Approvato!